domenica 28 febbraio 2016

Resistere o desistere?




E’ strano come un termine abbia allo stesso tempo un’accezione positiva e una negativa. Resistere può significare non mollare nelle difficoltà certi che le nostre fatiche saranno ricompensate, e allo stesso tempo significa anche aggrapparsi con tutte le forze a qualcosa che non va bene per noi ma che ci ostiniamo a volere.
 E desistere vuol dire da un lato arrendersi perché non ci si sente abbastanza forti o all’altezza delle situazioni, e magari convinti che non raggiungeremo mai ciò  che desideriamo, e dall’altro invece  significa diventare consapevoli che non ha senso lottare contro i mulini a vento. 
E’ sempre una questione di prospettiva e di consapevolezza. 
Non esiste una scelta migliore dell’altra, esiste solo quello che in quel momento riusciamo a sopportare o no. Esiste solo il sentire personale di fronte a una scelta dalla quale può dipendere un domino di reazioni che a volte può cambiare la nostra vita.
 Il serbatoio energetico da cui attingiamo la nostra energia è sempre lo stesso, sia che cerchiamo forza e tenacia, sia che approdiamo alla spiaggia della stanchezza e della disillusione.
Tutto ciò che determina il nostro futuro dipende dalle scelte che facciamo ogni giorno, piccole o grandi che siano. 
Dalla nostra personale riserva di energia attingiamo forza  e coraggio per affrontare le situazioni in cui crediamo davvero, in cui vediamo la possibilità di essere felici, di migliorare la nostra vita, di essere persone migliori.
 E dalla stessa riserva  attingiamo anche la stanchezza, l’amarezza e la consapevolezza a volte che desistere e cambiare strada è la soluzione migliore. Certo non sono mai scelte a costo zero, ma nessuno ha detto che lo sarebbero state, e in ogni caso scegliere è l’unica opzione che abbiamo.
Anche l’insicurezza e il non sentirsi abbastanza ci portano a una scelta, quella di mollare o a volte di non tentare nemmeno. Chi può dire cosa sia meglio? Magari la nostra strada era un’altra, e il non averne intrapresa una  che magari ci avrebbe fatto solo perder tempo , anche se allettante, era la scelta migliore. 
Altre volte è proprio la vita che ci spinge a desistere, creando una tensione tale dentro di noi da non poter fare diversamente. Siamo così cocciuti a volte da non capire quando è il momento di lasciare andare, e così ci pensa qualcun altro a darci una mano.
 Stanchezza, malattia, frustrazione, rabbia, tristezza sono tutte emozioni che ci indicano che una cosa non fa per noi, che non ci fa bene, che non porta nulla di buono nella nostra vita. E allora perché continuare su quella strada, perché consumarci così, per niente?
 Non sarebbe forse meglio mollare la presa e lasciare che la vita ci porti qualcosa di meglio, ci stupisca all’improvviso come solo lei può fare?
Allo stesso modo, quando qualcosa vale davvero la pena, ci ritroviamo ad avere una forza che non pensavamo di avere, una tenacia a volte stupefacente anche per noi stessi. 
Quando teniamo duro nonostante tutto, quando ci riscopriamo così forti da non credere, ancora pieni di quell’energia che farebbe scalare le montagne dopo aver già percorso migliaia di chilometri, quello è il messaggio che forse quella strada deve essere battuta ancora, che ha tanto da insegnarci, a prescindere dal risultato.
 Quando facciamo tutto quello in nostro potere, quando non molliamo, quando ci guardiamo allo specchio rispettando profondamente la persona che vediamo, significa che quella fatica, quel sudore, quelle lacrime non sono andate sprecate. E allo stesso modo, quando molliamo una situazione che ci ha consumati emotivamente o fisicamente, e lasciamo che tutto si risolva da solo senza volerlo controllare, la persona che vediamo riflessa nello specchio è la stessa , e avrà comunque il nostro rispetto e la nostra ammirazione, perché lasciare andare a volte è molto più faticoso che trattenere. Scegliere di far fare alla vita richiede un coraggio e una forza d’animo sovrumana a volte, perché crediamo di aver fallito, di aver perso la nostra partita ma non è così.
 Semplicemente abbiamo scelto di dare alla vita la possibilità di aiutarci, di offrirci una nuova opportunità, un’altra avventura, il biglietto per un nuovo viaggio. E per quanta paura possiamo avere, la vita ci stupisce sempre, ha molta più fantasia di noi.

Se scegliere non è facile a volte, e il dubbio e l’insicurezza si impadroniscono di noi, ci sono delle essenze che ci vengono in aiuto. Vediamole da vicino.

·         Gufo ( Essenza Animali selvatici), per fare chiarezza dentro di noi, quando la confusione e l’incertezza interiore non permettono di distinguere la nostra verità da quella degli altri.

·         Oca canadese ( Essenza Animali selvatici), per chi si sente disperso e non trova la propria via. Fa capire quando è il momento di lasciarsi guidare e quando si deve prendere in mano la situazione.

·         Foca (Essenza Animali Selvatici), per muoversi con fluidità e grazia nella vita, lasciandosi andare al corso naturale degli eventi, senza sforzarsi troppo e senza controllare tutto. Aiuta a rilassarsi in attesa che i processi si sviluppino da soli.

·         Scleranthus  (Fiore di Bach)quando si è indecisi fra due possibilità. Anche dopo aver deciso , la controversia  interiore continua, e talvolta succede che le persone revochino  decisioni già prese dando così l’impressione di essere inaffidabili.

In ogni caso anche nell’incapacità di prendere una posizione è insita una scelta. Anche non scegliere avrà comunque delle conseguenze.

Buon Viaggio..

domenica 21 febbraio 2016

Eccesso di mente..


Fra tutte le condizioni umane che possono generare disagi e malesseri, credo che l’eccesso di “mente” sia al primo posto.
 In questo grande serbatoio finisce tutto quello che pensiamo per noi, per gli altri, che gli altri crediamo pensino di noi, le rielaborazioni delle sensazioni che proviamo, i film che ci facciamo su come dovrebbe svolgersi una situazione, le nostre paranoie, le insicurezze che diventano ossessioni , e più di ogni altra cosa la mente diventa un archivio in cui mettiamo in maniera più o meno ordinata quello che ci succede e soprattutto la nostra interpretazione dei fatti.

Nell’archivio della nostra mente sono raccolti tutti i file della nostra vita, organizzati a seconda delle emozioni che hanno generato in noi: gioia, dolore, rabbia,frustrazione, entusiasmo, e così via, partendo sempre da un solo punto di vista, il nostro. Cosa significa questo? Che tutto quello che viviamo viene filtrato dal nostro modo di vedere le cose, di vivere le emozioni, di rapportarci alla vita.
 E questo modo è stato influenzato da tutto ciò che abbiamo ricevuto durante l’infanzia in maniera diretta, dalla nostra famiglia, e in maniera indiretta dall’ambiente sociale che abbiamo frequentato. 
Da questo si evince che la mente, spesso e volentieri, mente! Nel senso che distorce la realtà, facendocela percepire attraverso le lenti appannate delle nostre credenze.

Il problema della mente è che non è al nostro servizio, ma esattamente il contrario. Siamo in balia di pensieri continui che spaziano da un argomento all’altro, passando attraverso le nostre insicurezze, paure, timore del giudizio altrui, rabbia per non essere capiti e amati come vorremmo, frustrazione per non riuscire a controllare persone ed eventi intorno a noi.
Ecco allora che nel nostro cervellino il famoso criceto pensante inizia la sua maratona, e si deve essere allenato proprio tanto perché ha una resistenza davvero incredibile. 
La nostra mente produce pensieri e immagini in continuazione, senza che ce ne accorgiamo quasi, così, in automatico, e siamo talmente attivi su questo versante che il nostro fisico a un certo punto non ci segue più. 
La stanchezza che proviamo spesso senza una ragione apparente è data proprio dal fatto che la nostra batteria energetica è consumata al 90% dalla nostra mente, e il 10% restante non basta per tutte le altre attività.  Se pensassimo almeno solo a cose presenti, magari il lavoro sarebbe più leggero, ma il nostro criceto super allenato ha persino un taccuino su cui segno tutte le cose che possono essergli utili a seconda delle situazioni. 
Quindi abbiamo una mente che lavora come una matta e si ricorda di tutto. Siamo spacciati praticamente. E questa tendenza non è solo appannaggio degli adulti, ma anche degli adolescenti della nuova generazione, che rinfacciano abilmente alla prima occasione tutto ciò che non hanno digerito perché magari non rispondeva alle loro aspettative.
 Un pensiero o un’immagine possono ripetersi in continuazione, ma siamo consapevoli solo dei contenuti che attraggono la nostra attenzione.
Nella nostra mente c’è un crepitio continuo di cui ci accorgiamo solo quando si interrompe.
Bisogna allenarsi a scegliere i pensieri, a non farsi travolgere dalle emozioni che creano scenari tragici quanto irrealistici a volte, perché spinti da meccanismi di difesa inconsci che ci conducono a certe  visioni piuttosto che altre.
La mente va educata con disciplina e una sana dose di onestà. Lavoro immane e difficile oltre ogni aspettativa, ma possibile, è solo questione di allenamento e ferrea intenzione di migliorare la qualità della nostra vita. Poi è un giorno dopo l’altro.

Da mondo vibrazionale ci vengono in aiuto alcune essenze, che in alcuni frangenti della mia vita mi hanno davvero sostenuta:

·         White Chestnut (Fiore di Bach), per chi ha pensieri continui e ossessivi. Queste persone non hanno pace, rimuginano sulle cose senza trovare una soluzione, come un disco che salta sempre nello stesso punto, e questo causa mal di testa, disturbi alla concentrazione, inquietudine interiore e nervosismo. Questo rimedio è un buon antiparassitario mentale, per chi vuole mantenere la mente lucida e agile.

·         Tigre (Essenze Animali Selvatici)per acquietare la mente. Aiuta coloro che sono in uno stato di debolezza fisica ed emotiva, che mancano di concentrazione, fermezza mentale, potere personale e forza.

·         Colomba ( Essenza Animali Selvatici) per trovare uno spazio di quiete, silenzio e pace interiore. Dona calma e rallenta i processi mentali anche in periodi di forte stress  e difficoltà.

·         Bufalo (Essenze Animali selvatici) , aiuta il radicamento, permette di rallentare il ritmo ed accedere al qui e ora, coltivando la calma,la concentrazione e la quiete interiore.

Dal mondo delle pietre e dei cristalli, invece, ci viene in aiuto la Fluorite, che aiuta a superare la dipendenza e le idee fisse, la ristrettezza di vedute e i modelli di pensiero limitanti .Contribuisce inoltre a ripristinare e a mantenere un certo ordine mentale, permettendo la rielaborazione delle esperienze del passato evidenziando il disegno complessivo dietro ad azioni apparentemente scollegate. Portatela con voi a contatto della pelle, in un ciondolo o nel reggiseno ( le donne sono fortunate questa volta) oppure mettetele a gruppetti nel vostro ambiente, avendo cura di mantenerle pulite e l'ambiente ordinato.



sabato 13 febbraio 2016

Sesto senso..




Una prerogativa dei bambini, soprattutto molti piccoli, è quella di usare i sensi per relazionarsi col mondo esterno. Anche gli adulti lo fanno ogni giorno, senza consapevolezza però, come un automatismo
. Guardiamo, annusiamo, tocchiamo, ascoltiamo in maniera automatica, senza soffermarci davvero a sentire quello che risuona dentro di noi quando percepiamo un odore, un sapore, un colore. I cinque sensi ci mettono in contatto con la realtà fuori da noi.

C’è poi un senso che va controcorrente, che non parte dall’esterno ma dall’interno di noi, il sesto senso. Chiamato anche intuizione, sensitività, e via dicendo, questo prezioso alleato ci permette di riflettere su qualcosa che non si vede ma che risuona comunque dentro di noi. E’ come un messaggio in codice che deve essere decodificato, il legame diretto e senza filtri con tutto ciò che esiste ma è invisibile agli occhi. 

Il sesto senso fa parte di quella divinità che spesso dimentichiamo, e che ci connette a tutti gli esseri viventi che incontriamo sul cammino. Viaggia sulle onde delle emozioni, delle sensazioni forti ed immediate che colpiscono gli organi “messaggeri”, come lo stomaco, l’intestino, il cuore. 

Ecco che una persona che ci dice una cosa mentendoci palesemente, risuona dentro di noi come un pugno allo stomaco, che una situazione apparentemente tranquilla scatena ansia dentro di noi provocandoci dissenteria e dolori all’intestino, e che una mezza verità o parole non dette  arrivano lo stesso come fossero state dette chiaramente, accompagnate da ansia e peso sul cuore. Ci sono poi tanti altri modi con cui il nostro sesto senso comunica con noi, alcuni sono strettamente personali, altri come quelli indicati sopra più facilmente condivisibili. 
Resta il fatto che siamo molto più di quello che crediamo, e che il nostro architetto interiore ci guida sempre sulla strada migliore per noi, parlandoci attraverso quel linguaggio meraviglioso che sono le emozioni e in alcuni casi i sogni.. Quando una sensazione arriva forte, diretta e senza filtri bisogna ascoltare e cercare di capire cosa vuole dirci. 
Non è certo facile  codificare i messaggi che arrivano, perché a volte sono il riflesso delle nostre paure e dei nostri condizionamenti , ma si impara.  Una forte intuizione a volte non è facile da gestire, permette di venire a conoscenza di situazioni non sempre piacevoli prima che si palesino e a volte diventa una gabbia che interferisce nelle nostre decisioni, un po’ come essere schiavi di se stessi e del proprio sentire.
 La giusta misura, dicono i saggi, è sempre nel mezzo, e secondo me la cosa fondamentale è imparare a discernere ciò che sentiamo e soprattutto a verificare le intuizioni che abbiamo. Ma più di tutto, e questo lo dico per esperienza personale, bisogna imparare a gestire il turbinio di emozioni che si scatena quando ciò che abbiamo sentito si dimostra vero.
 A quel punto un sano e onesto confronto risolve più problemi di un silenzio fittizio che spesso fa più rumore delle parole.

Dal mondo vibrazionale ci sono alcune essenze che ci permettono di addentrarci nel territorio sconosciuto della nostra intuizione  senza paura . Vediamoli da vicino:

·         Corvo(Essenza degli Animali selvatici) maestro sciamanico per eccellenza, ci permette di appropriarci del nostro intuito e della nostra voce interiore e di svilupparli, così da essere guidati nelle nostre scelte con armonia e naturalezza. Molto utile per interpretare i messaggi del proprio spirito e spostarsi da un regno all’altro dell’esistenza, condividendo i propri doni spirituali con gli altri,

·         Gufo ( Essenza Animali selvatici) per accedere alla nostra saggezza interiore e affrontare le situazioni in modo chiaro e diretto. Aumenta l’intuito e la capacità di vedere ciò che normalmente sfugge. Molto utile nei casi di confusione e incertezza interiori e per coloro che hanno bisogno di distinguere la loro verità da quella altrui e prendere decisioni in maniera serena e distaccata.

·         Aspen ( Fiore di Bach) nato per le paure indefinite, quest’essenza è molto indicata per le persone dalla forte intuizione. I tipi Aspen sono estremamente sensitivi, alcuni hanno addirittura un talento da medium, ma qui si nasconde il pericolo, perché un simile talento unito alla paura attira proprio le forze oscure che la persona teme.

Chi ha la maturità e il coraggio di affrontare le paure o le sensazioni che spesso arrivano forti e senza un reale motivo può trasformarsi in un maestro, e aiutare gli altri a fare altrettanto.
L’intuizione ci apre porte che altrimenti non vedremmo neppure.
 Aprirle o meno spetta solo a noi.


Buon viaggio anime in risveglio.

domenica 7 febbraio 2016

Le parole non dette..


La parola è il mezzo di comunicazione primario con cui l’essere umano trasmette all’esterno pensieri, sensazioni e stati d’animo. 
Una buona comunicazione ci permette di esternare in ogni occasione e con la giusta modalità ciò che pensiamo, cosa proviamo in una certa situazione e soprattutto ciò di cui abbiamo bisogno. 
Questo vale in ogni ambito della nostra vita, in famiglia, con gli amici, nell’ambiente di lavoro, col nostro partner, con i nostri figli. Perché una comunicazione sia efficace, tuttavia, deve essere libera da fattori inquinanti come l’insicurezza, la paura, la collera o il dolore.
Il nostro corpo manifesta questa difficoltà comunicativa con una serie di disturbi che colpiscono proprio la gola, sede del quinto chakra che rappresenta proprio la comunicazione.

Il mal di gola è spesso associato alla paura di esprimersi o ad un’emozione di collera repressa. 
Può anche essere associato alla paura di essere criticati o ridicolizzati, oppure di ferire qualcuno con le nostre parole. La faringite, per esempio, può essere il disturbo di chi preferisce tacere piuttosto che esternare tutto ciò che vorrebbe dire per paura di dire qualcosa di cui poi potrebbe pentirsi. La perdita della voce, invece, si manifesta in genere dopo  una forte emozione che si presenta all’improvviso e ci lascia letteralmente “senza parole”. Può essere associata alla paura, alla collera o al dolore.
La nostra comunicazione può essere penalizzata dall’insicurezza e dal timore di non essere all’altezza di sostenere il nostro punto di vista di fronte a persone che, in un modo o nell’altro fanno crescere in noi la sensazione di non essere abbastanza, abbastanza forti, abbastanza certi di chi siamo e di cosa vogliamo, abbastanza innamorati di noi stessi da non aver paura di un rifiuto. Ecco che scattano in questi frangesti una serie di meccanismi che vanno a inficiare la nostra comunicazione, rendendola poco chiara, diretta e soprattutto poco efficace. Il timore di essere abbandonate dall’uomo che amiamo (spesso più di quanto amiamo noi stesse) ci impedisce di dire chiaramente ciò di cui abbiamo davvero bisogno, rendendoci dipendenti da un’altra persona e in balia dei suoi stati d’animo.  La paura di essere licenziate o di subire trattamenti ingiusti, ci impedisce di parlare chiaro col nostro datore di lavoro esprimendo senza filtri le nostre difficoltà o necessità, oppure il nostro punto di vista su una determinata questione.  La paura di non essere amati dai nostri figli ci impedisce spesso di spiegare loro che certe cose non si possono avere o che non sempre si può fare ciò che desideriamo quando vogliamo, ma che c’è un tempo per tutto. Oggi sembra quasi che dire NO a un figlio sia passibile di denuncia!
Una buona comunicazione è la base per instaurare rapporti sani e paritari, caratterizzati dall’ascolto e dal rispetto reciproco, dove non c’è spazio per la manipolazione ma solo per una espressione trasparente e corretta di ciò che pensiamo e crediamo giusti per noi.

Ci sono alcuni rimedi vibrazionali che ci sostengono nel “parlare chiaro”. Vediamo quali sono:

·         Volpe (Essenza Animali Selvatici): aiuta a pensare in modo autonomo, a portare avanti le 
p     proprie decisioni e a potenziare il senso della propria autostima. Aiuta a trovare la soluzione migliore nelle situazioni difficili e a svincolarsi dai condizionamenti sociali per  imboccare la propria strada. Molto importante in tutte quelle fasi che necessitano di fiducia nelle proprie scelte per coloro che al cospetto di persone assertive e autoritarie si sentono la mente svuotata e non riescono a contattare la propria autorità interiore;

·         Leone di montagna ( Essenza Animali selvatici) utile per coloro che si sentono deboli sia a livello fisico che emotivo, e che devono rimanere allineati con la propria verità a dispetto dell’opinione altrui e di qualsiasi distrazione interiore ed esteriore.

·         Tartaruga ( Essenza Animali Selvatici), per chi si sente vulnerabile e troppo sensibile per affrontare certe situazioni, persone o ambienti. Dona protezione psichica ed emozionale nelle situazioni troppo intense, elimina la sensazione di minaccia e paura dell’esterno e permette di esprimersi senza essere intimiditi dalla presenza dell’altro.

·         Gazzella (Essenza Animali selvatici) per affrontare la propria vulnerabilità e a scoprire la propria forza sotto ogni debolezza.

·         Centaury (Fiore di Bach) per chi dice sempre sì ed è sempre disponibile per tutti. La ragione che soggiace a questo eccesso di presenza è la paura di non essere amato, che lo spinge a non esprimere mai davvero ciò che desidera davvero.

·         Larch ( Fiore di Bach) per chi manca di autostima, per chi si sente inferiore agli altri e non all’altezza delle situazioni, facendosi così sopraffare dall’insicurezza.

·         Centaury (Fiore di Bach) per chi si sente seduto sulla polveriera col timore di impazzire se perde il controllo. In queste situazioni è facile trattenere anche le parole che vorremmo dire, creando una pressione interna che potrebbe sfociare nel malessere di cui abbiamo parlato all’inizio.

Comunicare in maniera chiara e diretta non è facile. Alcuni nascono con questo talento, altri lo imparano. La cosa certa è che un buon ascolto di sé e la giusta attenzione ai messaggi che il nostro corpo ci dà ogni giorno, ci permette di aggiustare il tiro per esprimere senza paura ciò che sentiamo e soprattutto ciò che siamo.



venerdì 29 gennaio 2016

Ogni sintomo è un messaggio..



“Ogni sintomo è un messaggio” è il titolo di un bellissimo libro scritto da Claudia Rainville sulla “Metamedicina”, approccio di cui mi avvalgo sempre per capire quale malessere emotivo può celarsi dietro la comparsa di un disturbo fisico.
Il termine “Metamedicina” è formato dal prefisso greco “meta” che significa al di là e “medicina”, “l’insieme dei mezzi per prevenire, alleviare e guarire le malattie”.
La Metamedicina va quindi al di là della semplice scomparsa dei sintomi , incentrandosi sulla ricerca del fattore responsabile dei disturbi.
Sono da sempre convinta che dietro a un disturbo fisico ci sia uno squilibrio emotivo che il nostro corpo non fa altro che mostrare. Come naturopata che ha un approccio olistico alle situazioni, considero sempre tutti gli aspetti della vita di una persona con particolare attenzione alla presenza di situazioni che possono essere di forte impatto emotivo o che vengono vissuti dai diretti interessati in maniera particolarmente intensa. Nel corso degli anni poi ho visto crescere sempre più la considerazione di molti medici tradizionali nei confronti del benessere emotivo come presupposto per un miglior decorso della malattia e per una guarigione più veloce e completa.
Il nostro corpo è una macchina perfetta che non mente mai. La mente lo dice il nome stesso, mente,  perché condizionata da credenze, schemi mentali e forme pensiero che sono cresciute con noi, che ci sono state insegnate dalla nostra famiglia (che a sua volta le ha ricevute come “eredità” dalla loro) o che abbiamo assorbito dall’ambiente sociale che frequentiamo. Il corpo invece non ha sovrastrutture, non si racconta quello che non è, e ci mostra chiaramente cosa ci disturba.

Per esempio, gli occhi rappresentano la nostra capacità di vedere, di guardare gli altri e la vita. Un disturbo agli occhi può indicare la difficoltà ad accettare qualcosa che vedo o che non vedo più, oppure fare riferimento a qualcosa che ho visto e mi ha messo in collera, e così via. Certo non è magari così per tutti, ma fermarci ad osservare  cosa il nostro corpo cerca di dirci è sicuramente un passo avanti nella scoperta di chi siamo. La consapevolezza di avere un amico fedele e sincero che ci mostra chiaramente che qualcosa in noi non è in armonia con i nostri desideri  è sicuramente una marcia in più nel vivere la vita che vogliamo. Sapere significa avere gli strumenti per capire come muoverci, cosa correggere e come migliorare la nostra vita.

Le gambe rappresentano la capacità di andare avanti. Un disturbo alle gambe è spesso collegato alla paura di procedere verso situazioni nuove.

Il ginocchio rappresenta la capacità di piegarsi, la flessibilità. Un dolore al ginocchio si riferisce perlopiù a un conflitto di sottomissione, vuoi perché ci rifiutiamo di piegarci, vuoi perché ci pieghiamo troppo per paura di dispiacere a qualcuno e di non essere amati.

La gola rappresenta la comunicazione: comunichiamo il nostro pensiero e il nostro sentire mediante l’espressione verbale prodotta dalle corde vocali e anche la nostra creatività che si serve di questo centro energetico, chakra della gola. E’ anche il passaggio delle idee dalla testa al cuore. Quindi un problema che riguarda la gola traduce una difficoltà di comunicazione, come il timore di venire criticato, ridicolizzato o rifiutato a causa di quello che potrei dire, e così via.
Il nostro corpo è la cartina tornasole delle nostre emozioni e di quello che siamo davvero.  Ogni sintomo che si manifesta ha un messaggio per noi, che magari ci è già stato recapitato ma che non abbiamo ascoltato.  E i messaggi sono sempre più forti tanto maggiore è la nostra resistenza all’ascolto e al cambiamento.
Questo libro è illuminante, fa pensare, riflettere, stimola l’attenzione verso se stessi e verso chi abbiamo vicino. Ci impone di guardare con attenzione cosa succede dentro e fuori di noi, e se un disturbo si ripete cercare di capire cosa stiamo sottovalutando, cosa ci impedisce di essere davvero felici.
In questo momento storico così difficile e pieno di contraddizioni ci viene chiesto di aprire gli occhi e di essere gli esseri intelligenti che professiamo di essere, in contatto col nostro Sé superiore e con i desideri del nostro cuore e sempre presente a noi stessi.


Buon viaggio Anime in Risveglio.

domenica 24 gennaio 2016

Accettazione e amor proprio





In una società in cui l’apparenza è più importante dell’essenza, l’immagine corporea assume un’importanza cruciale sin dall’infanzia. Da sempre chi non è fisicamente “in linea” suscita l’ilarità e spesso la crudeltà di chi rientra nella cosiddetta “normalità”. 
Che poi a ben guardare cosa significa essere normali? Significa forse essere magri,  vestirsi tutti uguali come un branco di pecore? Avere tutti lo stesso taglio di capelli, essere alla moda? Cosa significa davvero essere normali? 
Quello che oggi viene usato come un metodo per essere al top non è altro che il più banale conformismo per non essere esclusi dal branco. A ben guardare però, è davvero così importante e necessario l’accettazione di chi si ferma all’esteriorità senza sentire la necessità di capire o scoprire chi ha davanti?
 Purtroppo oggi sì, e le nuove generazioni più delle altre sono costrette a scontrarsi con questo muro di gomma che rimbalza l’autenticità a scapito del banalismo. A volte mentre passeggio in centro e guardo gli adolescenti ma anche molti adulti mi sembra di incontrare un esercito di replicanti, e mi sorge il dubbio che forse abbiano anche gli stessi pensieri.  
Oggi più che mai i bambini e gli adolescenti devono fare i conti con chi sono, e se non sono supportati dalla famiglia o non hanno una buona autostima è molto facile che cadano vittime di frustrazione, depressione e a volte disturbi alimentari di non facile soluzione. 
Infondere una sana sicurezza personale dipende anche dai genitori, che devono educare i propri figli al rispetto di sé, all’accettazione di come sono e che di fronte a un disagio sostengano i figli con maturità per aiutarli a risolvere il problema, senza farli sentire sbagliati o inferiori agli altri. L’aiuto e il sostegno vanno in prima analisi indirizzati all’unicità di ognuno di noi, sin da piccoli.
 Ripetere a un bambino che è bello, intelligente, perfetto così com’è, correggere l’errore nel comportamento e mai l’errore nella persona ( non mi piace questo comportamento piuttosto che “sei stupido”), lo farà crescere sicuro, equilibrato, con una chiara visione della differenza fra ciò che è e ciò che fa. E se l’aspetto fisico non è proprio filiforme e il paragone con chi è stato baciato da madre natura diventa a tratti fonte di sofferenza, sostenerli  con la giusta attività sportiva, con un’alimentazione sana (e non comoda perché abbiamo poco tempo). 
Di fronte a un disagio bisogna rispondere con l’ascolto e con la presenza, essendo per i nostri figli il giusto supporto per spiccare il loro volo. In questo modo saranno adulti equilibrati, sicuri di se stessi, capaci di affrontare un problema partendo dalla certezza di essere giusti così come sono ma sempre migliorabili.
Un buon equilibrio emotivo si fonda sull’accettazione di sé, sulla certezza delle proprie capacità e sulla sicurezza di essere amati a prescindere dall’aspetto fisico o da ciò che si fa. Può sembrare scontato, ma non lo è,  e se con un certo carattere si nasce, sicuri di sé si diventa, affrontando i piccoli problemi quotidiani con serenità e dedizione. Non è facile superare i propri limiti, ma è possibile.
In natura ci sono alcuni rimedi vibrazionali che ci aiutano a vedere la nostra bellezza personale, che è unica al mondo, proprio come ognuno di noi. Importante è valorizzarla, non dimenticarla e farne il serbatoio di energia da cui attingere forza nel momento del bisogno. 

Vediamoli da vicino.

 Cigno (Essenze Animali Selvatici): per riconoscere, accettare e amplificare la propria bellezza e la propria bontà, aiutandoci a vedere anche quella degli altri. Aumenta l’autostima e permette di vivere la vita come un dono sacro e prezioso;

·         Pavone (Essenza Animali selvatici): dona un senso di appagamento, completezza e integrità interiori, rivendicando la propria autenticità e autorità. Aiuta inoltre a sentirsi più sicuri, ad incrementare l’autostima e ad esprimere la propria bellezza nel mondo.

·         Foca (Essenza degli animali selvatici): grande maestra di un benessere spontaneo e dell’azione compiuta senza sforzo, insegna a muoversi con fluidità grazia e naturalezza, proiettando un’immagine positiva del proprio corpo con cui si impara a convivere meglio. Dona inoltre sentimenti di dolcezza e innocenza, aiutando a districarsi dalle problematiche per riuscire a godersi la vita.

·         Volpe ( Essenze Animali Selvatici) per sviluppare autonomia di pensiero e il coraggio di portare avanti le proprie decisioni, svincolandosi dai condizionamenti sociali per poter imboccare la propria strada.

·         Larch (Fiore di Bach) per ritrovare la propria autostima, quell’amor proprio che è il mattoncino su sui costruire tutta la nostra personalità. Larch ci insegna che noi valiamo a prescindere da ciò che gli altri pensano di noi, e che non esiste superiorità o inferiorità ma solo diversità e diverse capacità di utilizzare il proprio potenziali.


Forse peccherò di presunzione o di un eccesso di autostima, ma non pensate sia meraviglioso sapere che al mondo non c’è nessuno come noi?

lunedì 18 gennaio 2016

Aspettando la primavera..



Siamo ancora nel pieno dell’inverno, eppure la primavera è nell’aria. Le giornate si allungano ogni giorno un po’ di più, e anche se l’aria è frizzante e pungente il sole ci dà un piccolo assaggio di cambiamento. 
Anche nella nostra vita è così, l’inverno non dura per sempre, e anche se ci sono momenti difficili che crediamo di non riuscire a superare, alla fine la primavera arriva sempre.  Come in natura la nostra vita è scandita dalle stagioni della nostra crescita, degli step evolutivi che attraversiamo e dalla consapevolezza di chi siamo ogni volta che superiamo un ostacolo o realizziamo un desiderio. 
Non si cresce solo perché il tempo passa, ma perchè impariamo le lezioni che ogni situazione ci dona.  Non è sempre facile e neppure immediato, ma l’importante è arrivare a capire, ognuno col suo tempo. Chi ha figli è un privilegiato, perché i bambini con la loro immediatezza e il saper vivere il momento presente ci regalano pillole di saggezza inaspettate e a volte di una tale semplicità da lasciare a bocca aperta. Sono loro i veri maestri a volte, i piccoli aiutanti che la vita ci dà per proseguire nel nostro cammino. 
Basta un loro abbraccio o il suono della loro risata o la semplice frase”Perché sei triste, guarda che bel sole che c’è oggi” per riportare la nostra attenzione non solo al bello che ci circonda ma alla prospettiva da cui guardiamo le cose. 
 L’inverno che alberga dentro di noi per un motivo o per l’altro non dovrebbe mai durare più del tempo necessario a farci comprendere la lezione che siamo chiamati ad imparare. Bisogna che curiamo il nostro giardino interiore, che togliamo le erbacce, sistemiamo le aiuole, piantiamo nuovi semini e innaffiamo tutto con Amore e fiducia, perché la primavera è alle porte, e dobbiamo essere pronti ad accogliere il sole caldo che farà nuovamente fiorire il nostro giardino e riporterà la gioia dentro di noi.

Fra i rimedi vibrazionali che possono aiutarci a riportare il sole dentro di noi troviamo:

·        Mustard (fiore di Bach) : per la tristezza che ci invade lasciandoci senza speranza,  per la malinconia che ci avvolge senza un motivo apparente e che senza un altrettanto apparente motivo se ne va, lasciando spazio a svogliatezza, cattivo umore , mal di testa e un senso di malessere fisico non ben definito. Mustard è come un raggio di sole nel cielo grigio, ci aiuta a creare quello squarcio fra le nubi in cui il sole può di nuovo entrare.

·        Walnut ( Fiore di Bach): per vivere il divenire delle cose con coraggio, forza e la capacità di tagliare i rami secchi quando questi impediscono il nostro volo.  Sostiene  il cambiamento, la crescita, l’evoluzione e ci aiurta ad adattarci alle nuove stagioni della nostra vita.

·        Lontra (Essenza Animali Selvatici) : dona leggerezza, giocosità e permette di non prendere la vita troppo sul serio.

·        Delfino (Essenza Animali Selvatici): insegna l’importanza del riso, della vivacità e del vivere in modo più leggero e spensierato

·        Rana (Essenza degli animali Selvatici): permette di percepire la magia insita nel quotidiano e l’aspetto miracoloso della vita in tutte le sue forme. Per chi si sente annoiato dalla routine e ha perso il senso della meraviglia. Ci soccorre nell’affrontare l’evoluzione profonda delle nostre emozioni e del nostro spirito. Dona il senso di curiosità per affrontare la vita in un modo più colorato e creativo.

Buon cammino anime in viaggio.